Pianificare la diffusione dei propri contenuti

Pianificare la diffusione dei propri contenuti

La creatività è certamente essenziale per intraprendere una campagna di content marketing di successo, ma non è sufficiente. Anche un contenuto unico, pertinente e di qualità risulta del tutto inefficace se non raggiunge opportunamente l’utenza alla quale è destinato. Una cura particolare va quindi dedicata alla sua visibilità, pianificando una strategia di diffusione su larga scala.

Diffusione di contenuti nel content marketing: Un piano vincente

Prima di progettare un vero e proprio programma di diffusione dei contenuti, si rende necessaria un’analisi ragionata della situazione attuale e delle risorse disponibili.

Quali canali di diffusione utilizza la vostra azienda? Può essere utile integrare nuove piattaforme, come un blog, una pagina Facebook, un account Twitter? Quali mezzi si sono invece rivelati un inutile dispendio di energie? Sebbene possa apparire banale, questa valutazione situazionale vi aiuterà a stilare un bilancio complessivo, a stabilire le priorità e a vagliare un approccio tattico più proficuo.

Se a tali considerazioni si accompagna un’analisi attenta dei dati (accessi al sito, provenienza delle visite, permanenza sulla pagina web) diventerà inoltre più semplice definire i singoli obiettivi in maniera realistica e concreta. Nota: a tal proposito diventa essenziale l’adozione di strumenti di analisi del traffico e di heat mapping: ad esempio Google Analytics, Piwik, CrazyEgg sono tra i più diffusi; su questo punto ci torneremo.

In seguito, potrete quindi passare a stilare un piano editoriale dettagliato, definendo con precisione i canali sui quali puntare, le tempistiche di pubblicazione e persino lo stesso tono, amichevole o formale, riservato agli utenti.

Principali canali di diffusione gratuiti

  • La posta elettronica: la newsletter, specie se strutturata in maniera accattivante e poco invadente, può rappresentare un’ottima risorsa per indirizzare gli utenti verso i propri contenuti. Fate tuttavia attenzione a non incappare nello spam: evitate, quindi, l’invio massiccio e frequente di mail settimanali; anche in questo caso, è meglio puntare sulla qualità, rispettando un timing predefinito.
  • I Social Network: dati alla mano, i social media sono fra i luoghi più frequentati del web. Condividere i propri contenuti su Facebook o su Twitter significa, quindi, rendersi visibili a un più vasto pubblico. Qui, potrete rivolgervi agli utenti in maniera più confidenziale, nonché interagire con loro in modo immediato e spontaneo.
  • Community di nicchia: molti forum e gruppi online permettono la condivisione di link, a patto che le risorse ad essi collegate risultino preziose e rilevanti per la community. Evitate, pertanto, un tono palesemente autopromozionale e proponete sempre contenuti pertinenti e di sicuro interesse pubblico.

I ferri del mestiere

Le risorse atte alla diffusione di contenuti sono oggi innumerevoli. Accanto agli strumenti a pagamento, come le pubblicità pay-per-click e i software di inbound marketing, figurano diverse alternative gratuite.

  • Feed RSS: fondamentali, soprattutto per chi è alla prese con pubblicazioni quotidiane, gli RSS comunicano immediatamente ogni aggiornamento ai vostri lettori, senza che debbano periodicamente visitare il vostro sito o blog.
  • Plugin di condivisione: perché non farsi aiutare dagli stessi utenti nella diffusione virale dei propri contenuti? Potreste puntare su un plugin gratuito come AddThis, che permette di implementare all’interno del proprio spazio web una serie di pulsanti per la ricondivisione via Facebook, Twitter, Linkedin e Google+.
  • Diffusione “one-touch”: se state tentando di gestire contemporaneamente più social network, allora potreste prendere in seria considerazione uno strumento come Buffer; quest’ultimo, vi permetterà di condividere i vostri contenuti su più reti sociali, offrendovi la possibilità di programmarne la stessa pubblicazione e monitorarne i risultati.

Prima di concludere, vale la pena di soffermarsi su un’ulteriore considerazione.
Nell’attività di content marketing, definire un piano di lavoro atto alla diffusione di contenuti è certamente una buona pratica, ma altrettanto vero è che, attenersi rigorosamente a uno standard prestabilito, non sempre si rivela proficuo. Testare nuove idee e tecniche originali, così come coinvolgere il pubblico in maniera naturale, rappresenta spesso la migliore arma: una crescita organica e duratura passa di sovente anche dalla spontaneità.

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